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Concluso il commissariamento all’assemblea di Padova fissati gli obiettivi del prossimo quadriennio: «Ridare slancio ai soci»

Nestori alla Confcoop del Veneto

Il presidente della Federazione veronese eletto alla guida di quella regionale

di Maurizio Corte

inviato a Padova

Dopo quattro mesi di commissariamento, Confcooperative-Unione regionale del Veneto ha un nuovo presidente: è il veronese Bruno Nestori, 62 anni, dal 1996 alla guida dell’Unione cooperative di Verona (dove è stato rieletto, per il terzo mandato, il 17 gennaio scorso) e da quasi 30 anni nel mondo della cooperazione.
«L’obiettivo della mia presidenza regionale è di dare una spinta d’orgoglio alla cooperazione veneta, per arrivare a rispondere alle richieste dei nostri soci», ha detto Nestori, eletto all’unanimità, davanti ai rappresentanti delle 1.326 cooperative venete associate, durante l’assemblea di ieri all’hotel Sheraton di Padova. «Con la nostra azione siamo in grado di conquistare risultati positivi. I fatti stanno dandoci ragione. La globalizzazione ha giocato a nostro favore, facend o riscoprire l’importanza della cooperazione radicata nel territorio, nel locale. La riforma del diritto societario ha toccato anche le cooperative, valorizzando la necessità della cooperazione, realtà vitale per un’economia».
Nestori - il quale mantiene la guida dell’Unione di Verona - ha sottolineato che nei quattro anni di presidenza regionale vuole svolgere un ruolo di coordinamento e di coagulo delle varie istanze e dei soci. Per questi ultimi, il neopresidente ha espresso la necessità di incrementarne la partecipazione, di dare loro un’iniezione di fiducia. «L’importante è tradurre le proposte in fatti concreti e far crescere sia le cooperative che le unioni provinciali», ha detto Nestori.
Nel programma di lavoro, Nestori ha osservato che la cooperazione sta entrando nella «terza stagione»: una stagione caratterizzata dal riassetto delle competenze delle istituzioni locali italiane; dalla presenza dell’euro, dall’allargamento dell’Unione europea a 25 Paesi, dalle nuove regole sul credito con l’accordo Basilea 2; dal riassetto isituzionale della Regione con il nuovo statuto e nuove leggi di settore che interessano il mondo cooperativo; dalla globalizzazione.
«La cooperazione rappresenta la terza via che si contrappone alle teorie del tutto pubblico, della dottrina comunista, e del tutto egemonizzato dai grandi gruppi della finanza internazionale», ha spiegato il presidente regionale. «I casi Parmalat e Cirio dimostrano che è stata sbagliata la scelta dei grandi gruppi industriali assieme alle grandi banche. Così come si può affermare che le scelte di delocalizzare in Paesi dell’Est europeo, da parte di industrie regionali, stanno già dimostrando che costituiscono, specie per le piccole e medie imprese, un fallimento».
Secondo Nestori, a fronte di tutto questo «s’impone un riordino organizzativo delle strutture e degli uffici attraverso una verifica puntuale, un impegno determinante delle unioni provinciali e regionale, unità e concretezza per trasformare via via l’organizzazione attuale con iniziative di progettazione e di promozione».
Nestori vede quindi un’Unione regionale veneta che opera anche nell’area del Nordest; che mantiene rapporti con le associazioni della piccola e media impresa e con le altre centrali cooperative. Quanto ai programmi di Confcooperative-Unione regionale del Veneto, il nuovo presidente ha insistito sulla «perfetta intesa» con la confederazione nazionale, l’importanza della formazione (coordinata dall’Irecoop), sull’immagine e la promozione dell’organizzazione; sulla collaborazione di esperti per la progettazione; sulla collaborazione e l’integrazione con il sistema della cooperazione del credito.
Oltre all’elezione di Nestori, l’assemblea di Confcooperative ha nominato anche i consiglieri regionali e il collegio dei revisori dei conti. Per quanto riguarda i 35 consiglieri, sono stati nominati i veronesi Piergiorgio Briggi, Luigino De Togni, Nisio Paganin, Luigi Pasetto, Sergio Peruffo, Giorgio Roveggia, Giulio Terragnoli e Giovanna Zago. Nel collegio dei revisori dei conti, è stato nominato quale componente supplente il ragionier Mario Luca.
Da ricordare, nell’ambito dell’assemblea regionale, la relazione di Giovenale Gerbaudo, che è stato commissario della Confcooperative per quattro mesi. Fra i temi trattati, quello dell’indebitamento delle cooperative che rimane pesante, specie in alcune regioni d’Italia. A proposito di debiti, Nestori a margine dell’assemblea ha ricordato gli arretrati di tre-quattro mesi che Parmalat deve pagare alle cooperative veronesi fornitrici di latte, per un importo che va dai 5 ai 10 milioni di euro.
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